Pillole

Proprio pillole. Piccoli e piccolissimi fatti, commenti a volo, distillati di saggi e articoli su cose, luoghi, persone. Spunti alla rinfusa che si sono trovati qui e là, fra cose dimenticate, come in un solaio, o nell'oceano immenso dei media. In mezzo, magari, qualche idea utile, uno spunto per i navigatori.

Ancora nel posto sbagliato
Su diversi media

Il 9 marzo 2011 l’Adnkronos e poi diversi media riportano che a Marina di Modica, in provincia di Ragusa, una bambina di 5 anni è morta travolta da un treno regionale mentre raccoglieva asparagi vicino ai binari. La dinamica dell’accaduto è data ancora per incerta ma non è bastata la vicinanza di alcuni familiari, insieme ai quali era impegnata nella raccolta, ad assicurare la dovuta cautela. Da Como a Ragusa, l’imprudenza unisce l’Italia più di molte altre cose!


Il finocchio cancerogeno
Da una delle newsletter che riceviamo dal Centro di Medicina Naturale dell'Ospedale S.Giuseppe di Empoli*:

“Recentemente sono comparse notizie allarmanti (!) circa l'uso delle tisane al finocchio, molto comune sia durante la gravidanza per ridurre le coliche e il meteorismo intestinale, sia dopo, per favorire la produzione del latte materno, sia dopo ancora, nei lattanti e bambini sempre per le colichette. Ebbene il tutto è stato correlato alla pericolosità (sperimentale) di una sostanza presente nel finocchio (così come in tante altre erbe e spezie) che si chiama estragolo. I dati circa la presenza di una minima quantità di estragolo nella tisana sono certo veritieri, ma da qui a dire che la tisana al finocchio è pericolosa perchè cancerogena, ne passa! Paradossalmente, sarebbe prima ancora da proibire il glorioso pesto alla genovese, in cui è presente il basilico, una pianta aromatica fra l'altro molto usata nella cucina mediterranea e particolarmente ricca in estragolo ! La inconsistenza dell'allarme, che già emerge da queste nostre considerazioni, è tuttavia motivata e sostenuta da dati scientifici, che presenteremo sabato prossimo 29 gennaio 2011 al Corso sui "PRODOTTI NATURALI IN GRAVIDANZA E ALLATTAMENTO: INDICAZIONI D’USO, LIMITI E AVVERTENZE " . Tra l'altro, il Finocchio e la sua tisana, contengono anche una grande quantità di sostanze anticancerogene !

Vi aspettiamo !

Fabio Firenzuoli”*
*Fabio Firenzuoli, autore di molti studi e pubblicazioni sull’uso medicinale delle erbe, dirige Il Centro clinico di Medicina Naturale di Empoli. Il Centro opera da molti anni ed è riconosciuto dal 2002 quale struttura di riferimento per la fitoterapia per la Regione Toscana. Si occupa tra l’altro delle reazioni avverse ai prodotti a base di erbe medicinali e svolge, oltre ad attività convegnistica, di ricerca e di formazione, anche una intensa attività ambulatoriale. Un suo riferimento, oltre il sito istituzionale, è anche il sito www.naturamedica.net


Fra i luoghi dove non raccogliere erbe c’è pure …
Da Repubblica.it del 2 maggio 2010

Ricordarsi di aggiungere in tutti i manuali di erbe selvatiche, fra i consigli riguardo ai luoghi dove non raccoglierle, anche quello lungo i binari del treno. L’ironia ci viene anche troppo facile, ma ci scusiamo subito perché si tratta di una tragedia. Il titolo semplifica: “Como, travolta dal treno in corsa mentre raccoglieva erbe selvatiche”, ma in effetti l’incidente in cui ha perso la vita una donna pare sia avvenuto mentre questa con il marito e un’amica stava camminando in prossimità dei binari a Senna Comasco, lungo la linea Como-Lecco, per raccogliere erbe selvatiche. Troppo vicino al treno, che transitando, ha risucchiato la donna sotto lo sguardo atterrito degli altri due.


Coltivava marijuana, ma per le galline
Dal Corriere della Sera del 15 gennaio 2010

Il denunciato è un contadino di 82 anni di Pergine Valsugana (Trento) e non è un appassionato di droghe (e a denunciarlo sembra sia stato il vicino di orto). Il denunciato finirà sotto processo ma la difesa intende dimostrare che il contadino usava davvero la Cannabis sativa (canapa) “come si faceva una volta nelle valli trentine”, quando si usava “sia come fibra al posto del cotone, sia come antiparassitario biologico, sia come mangime per gli animali da cortile”. Oggi però la disciplina in materia non distingue tra chi coltiva Cannabis per un uso piuttosto che per un altro. Vedremo come andrà a finire.


In vendita erbe tossiche per i reni
Da Corriere della Sera del 10 gennaio 2010

Fabio Firenzuoli, noto esperto in materia, responsabile di un’apposita unità operativa presso l’ospedale di Empoli che si occupa del tema per la tutta la Toscana, segnala come sia stata trovata ancora oggigiorno, in una miscela di «erbe salutari» di in un monastero, la presenza di Aristolochia clematis fra le piante officinali in commercio. Era usata un tempo nella medicina popolare contro i dolori reumatici, ma appartiene a una famiglia di erbe “naturalmente tossiche per i reni, responsabili di infiammazione e fibrosi, ma anche di tumori maligni sia di rene che di vescica”, contenenti acidi aristolochici, presenti in alcune specie cinesi ma anche in altre comuni in Italia, come quelle dei generi Aristolochia e Asarum. Quel che è più grave è che, purtroppo, una pianta come l’Aristolochia clematis sia proposta ancora oggi per tali usi “da oltre 50 siti web”.


Scusatemi, mi sono sbagliato!
Da Corriere.it del 04 agosto 2008

Anthony Worrall Thompson, noto chef di una trasmissione televisiva inglese, si è scusato di corsa per aver inserito tra gli ingredienti suggeriti per una ricetta pubblicata sul numero di luglio della rivista Healthy and Organic Living il giusquiamo nero Hyoscyamus niger, che in un qualunque testo di erboristeria non è proprio consigliato come l'ingrediente migliore per l'insalata. La pianta è infatti nota per i suoi effetti: quanto meno allucinazioni, convulsioni e vomito, ma non mancano casi estremi di morte. Thompson si è scusato dicendo che ha confuso il giusquiamo (henbane in inglese, praticamente ammazza galline) con il farinello, il noto e infestante Chenopodium album, usato nella tradizione alimentare e parete prossimo degli spinaci (fat hen in inglese, ingrassa galline). La correzione è stata rapida, per evitare che qualcuno andasse nei campi alla ricerca del giusquiamo da mangiare.